Mar 012014
 

La struttura informatica di una università online è sicuramente una cosa complessa: ogni aspetto della vita dell’ateneo deve essere gestito per via telematica (ma non solo ovviamente!). Ciò che agli utenti interessa però è che l’infrastruttura dedicata alla formazione sia veloce, affidabile e semplice da utilizzare; di soluzioni, naturalmente, ne esistono moltissime: dalle piattaforme proprietarie progettate e programmate dall’università stessa (o per conto dell’università) alle soluzioni open source o di terze parti pensate per essere utilizzate su vastissima scala. E’ questo il caso di Blackboard, di Docebo o di Moodle che analizziamo nell’articolo di oggi.


Come recita la pagina ufficiale, Moodle è “una piattaforma per l’apprendimento ideata per dare agli studenti e agli  insegnanti un sistema robusto, sicuro e integrato per creare ambienti per di studio personalizzati”. Ok, vista così non dice molto, ma andiamo a vedere un po’ più nel dettaglio di che cosa si tratta: Moodle si definisce come un CMS (Course Managment System) o anche come un LMS (Learning Management System), ossia una piattaforma che, all’interno dello stesso ambiente, riesce a gestire molteplici aspetti inerenti le attività didattiche, dalla gestione degli utenti, alla programmazione dei corsi nella loro interezza, dalla creazione di una singola lezione, alla strutturazione di test per la verifica delle conoscenze acquisite e così via.

Una piattaforma molto completa dunque che vanta al suo attivo circa 65 milioni di utenti attivi e istituzioni di tutto rispetto  che vi si affidano come Shell, Microsoft, la London School of Economics, la State Univrsity of New York, tanto per citarne alcune.

Moodle pone al centro del processo di acquisizione lo studente e non più il docente come tradizione vuole; o forse sarebbe più corretto parlare di studentI (al plurale) dato che la filosofia fondante del progetto è il costruttivismo, ossia, per spiegarla in breve, la costruzione di conoscenza mediante l’apporto attivo e combinato di tutti i soggetti partecipanti al corso. Un processo composito dunque, dove non solo il docente o lo studente da solo sono i principali soggetti, ma dove è proprio dalla rete delle interazioni che nasce la conoscenza.

Ciò che qualche tempo si rimproverava al team di Moodle era che l’ambiente fosse visivamente un po’ “ostico”, che fosse cioè, poco user-friendly. Un’ottima idea quindi, ma visivamente poco attraente e con uno stile forse un po’ retro. Naturalmente le ultime versioni (al momento della scrittura siamo alla 2.6.1) hanno puntato a migliorare sensibilmente anche l’esperienza dell’utente. In questo senso, il fatto che sia un prodotto Open Source gioca comunque un ruolo fondamentale perché significa che ogni aspetto dell’ambiente può essere modificato e “customizzato” in relazione alle diverse necessità: si possono modificare l’aspetto e le funzionalità di base, se ne posso aggiungere di nuove così da soddisfare le esigenze formative e, insomma, è possibile renderlo il più vicino possibile alle proprie esigenze.

Moodle

Moodle

Un altro aspetto di primaria importanza è quello della sicurezza dei dati degli utenti. In tal senso il team di Moodle pone l’accento sugli sforzi che vengono fatti, al rilascio di ogni aggiornamento, per rendere sempre più sicuro e “a prova di hacker” l’ambiente. Ogni installazione di Moodle può avvenire su sistemi di cloud e server privati in modo da prevenire l’accesso ad  utenti non autorizzati, anche se dobbiamo ricordare che, nel nostro caso, Moodle sarebbe comunque parte di una struttura informatica più complessa che non è detto che possa essere gestita in maniera così sicura in tutta la sua interezza.

Infine, una cosa da ricordare è che essendo Moodle usato da milioni di utenti, è costantemente aggiornato e vanta una community molto attiva.

Insomma, le università on line che usano Moodle come base per le loro attività possono contare su un ambiente e-learning sicuramente solido, ben sviluppato e con una forte community alle spalle; una garanzia di sicurezza e affidabilità che non può che costituire una solida base per la trasmissione del sapere online.