Nov 042013
 

Se decidiamo di iscriverci ad una Università online, significa anzitutto che siamo disposti a fare un investimento di tempo e un investimento di soldi. Quello che cerchiamo di capire in questo articolo è se effettivamente ne vale la pena, a partire dai dati oggettivi riguardo l’occupazione  relativi ai prossimi anni, e valutando se l’offerta formativa telematica è in grado di soddisfare queste necessità.
Partiamo anzitutto da una analisi veloce del rapporto ISFOL  riguardo alle occupazioni che nei prossimi anni registreranno una crescita, tentando di rilevare in seguito quale delle offerte delle Università Online può essere più confacente alle nostre apettative e alle possibilità occupazionali.

La prima cosa da considerare è che nei prossimi due anni e mezzo continuerà il processo di polarizzazione delle professioni già in atto da qualche tempo; tale processo prevede che aumentino le professioni che richiedono un livello molto alto di qualifica (per esempio le professioni tecniche e intellettuali) e le professioni non qualificate, vedendo pertanto diminuire le possibilità occupazionali di coloro che dispongono di una qualifica intermedia (conduttori di impianti, operai e artigiani). Secondo le stime di tale rapporto, le professioni ad elevata specializzazione, quelle scientifiche, e quelle intellettuali dovrebbero riscontrare un aumento di unità impiegate che dovrebbe arrivare a 2.663.153 occupati a partire dai 2.525.030 del 2010.

Così come per le professioni intellettuali, anche le professioni tecniche dovrebbero registrare un sensibile aumento dell’occupazione con un aumento di circa 3,2 punti percentuali entro il 2015. Allo stesso modo, il rapporto evidenzia come anche le professioni non qualificate possono vedere un incremento del 14% nel quinquennio dal 2010 a 2015. Ma, per il folto gruppo di imprenditori, dirigenti e legislatori le previsioni fino al 2015 prevedono una diminuzione occupazionale di circa tre punti percentuali.

Un altro studio si concentra invece sulle opportunità professionali in Europa nei prossimi sei o sette anni, quindi fino al 2020. Questo studio evidenzia ancora una volta come nel prossimo futuro ci sarà una polarizzazione dell’occupazione che favorirà i lavoratori con alta specializzazione da una parte, e quelli con una minore gamma di competenze dall’altra.

Università On line e Lavori del Futuro

Università On line e Lavori del Futuro

Questa indagine evidenzia inoltre quali saranno i settori che, indipendentemente dall’andamento dei mercati, dovrebbero registrare un aumento dell’occupazione; tra questi evidenziamo: i servizi informatici, le comunicazioni, la banca e la finanza, l’approvvigionamento idrico, il settore manifatturiero, i servizi professionali e altri servizi commerciali.

Che cosa vuol dire questo per i futuri studenti delle università online? Beh, fondamentalmente che è necessario laurearsi, e che, molto probabilmente, non basta solo una laurea triennale e magari nemmeno una laurea magistrale, dal momento che questa dovrebbe essere integrata con un ulteriore percorso di approfondimento tramite master o dottorato. Ciononostante, è necessario ricordare sempre che anche il viaggio più lungo inizia pur sempre con un passo, e questo primo passo è una laurea triennale, necessaria per continuare lungo tutto il percorso di studio. Partendo dunque dalle considerazioni sopra esposte potremmo evidenziare che i percorsi di ingegneria, quelli di economia, quelli di giurisprudenza, potrebbero essere quelle più appetibili sul mercato del lavoro. Allo stesso modo, anche facoltà, per così dire più “umanistiche”, potrebbero trovare i loro spazi, come per esempio quelle di psicologia e scienza della formazione, soprattutto se coniugato in relazione alle crescenti necessità di formazione continua.

Questi sono i freddi dati, ma bisogna anche fare un’altra considerazione forse di carattere meno scientifico ma che in un certo senso mantiene comunque una certa validità. La riflessione è questa: possiamo scegliere una Università Online che ci potrebbe dare (forse) in futuro un’occupazione certa e stabile ma che potrebbe anche non interessarci, con tutto quello che ciò comporta, oppure possiamo provare a seguire le nostre inclinazioni, a prescindere dai numeri, dai dati e dalle percentuali con la speranza che (forse) il nostro impegno e la nostra passione un giorno o l’altro si trasformeranno in un’occupazione certa e stabile.

Naturalmente, non è questa la sede per discutere se una strada sia più giusta dell’altra, ma per pura  onestà intellettuale è comunque fondamentale ricordare sempre e comunque che i numeri non sono tutto nella vita.

A questo punto la scelta sta a voi 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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