Feb 102014
 

Capita molto spesso che chi studia e ha mille altri impegni, spesso improrogabili come la famiglia o il lavoro, si trovi ad affrontare periodi in cui lo studio è veramente un peso … e parlo per esperienza di studente lavoratore! Quando gli impegni sono già tanti, aggiungere anche lo studio vuol dire sostanzialmente fare un patto con se stessi e accettare di dover fare uno sforzo titanico per studiare le pagine che ci siamo prefissati di studiare. Il problema è che ci sono giorni in cui questo patto lo riusciamo a mantenere (anche se con qualche fatica); altri giorni, invece, onorarlo è praticamente impossibile. Che fare in questi casi? Beh, ci sono diverse cose da considerare: anzitutto è normale che ci siano giorni in cui la sola idea di sederci di fronte ad un libro (o a un monitor nel nostro caso) ci fa rabbrividire, ma con un po’ di sforzo è possibile gestirla e farla rientrare nello spettro delle cose che in un modo o nell’altro dobbiamo fare. Anche se all’inizio questo passo ci sembra estremamente complicato da fare, il semplice atto di farlo ci può essere d’aiuto, forse perché in realtà è il pensiero in sé ad apparirci pesante, non tanto il fatto di studiare in sé.


Non ho voglia di studiare

Non ho voglia di studiare

Altre volte invece questo blocco è reale e quasi fisico … ci sediamo di fronte al libro e la sedia è troppo scomoda e dobbiamo muoverci, il nostro corpo vuol fare tutto meno che starsene seduto lì mentre noi studiamo, la nostra mente non ne parliamo nemmeno: tenerla ferma su un concetto è praticamente impossibile. Che facciamo? Niente in realtà: sforzarsi  in questi casi è solo una perdita di tempo, frustrante per noi e, di sicuro, tempo male utilizzato. L’unica cosa che possiamo fare è cedere a questo senso di svogliatezza, fino in fondo e godercelo. Lavorare, avere una famiglia, studiare ( e chissà che altro) non è di certo una passeggiata, quindi l’occasionale momento di stanchezza deve essere vissuto, alla faccia di tutti i piani di studio che ci siamo fatti (e che puntualmente per una ragione o per l’altra saltano).

I momenti di stanchezza/svogliatezza sono assolutamente normali e devono essere vissuti pienamente perche il loro scopo è quello di ricreare delle energie che in realtà lì per lì non ci sono (prova ne sia il fatto che anche se proviamo a studiare proprio non ci riusciamo).

La fase successiva, naturalmente, deve essere quella del ritorno delle energie e della ripresa degli studi; dopo quanto? Beh, questo varia un po’, non solo da persona a persona ma anche da momento a momento. Di norma dopo qualche giorno ci si sente di nuovo pronti ad affrontare i nostri impegni accademici ma potrebbe anche passare un po’ più di tempo. La cosa importante è vivere pienamente questo periodo di stacco senza il senso di colpa “eh ma dovrei fare questo, dovrei fare quello” perché il rischio è quello di non fare niente e di avvelenare un periodo di normale riposo che è legittimo e che se non ascoltato si può prolungare anche più del dovuto, ritardando ulteriormente i nostri studi.

Si ringrazia per la foto Cristiano Betta